Tra Cyber e Realtà, le nuove forme di devianza minorile

Progetto d'intervento per scuole medie e superiori per il miglioramento delle relazioni sociali e la prevenzione della deviazione scolastica.

Responsabile scientifico: dott.ssa Cristina Milani

Il progetto è realizzato in collaborazione con le Acli Provinciali di L'Aquila ed è finanziato con i fondi del 5x1000 delle Acli.

Il progetto coinvolge gli alunni del biennio dell'Istuto Superiore di Istruzione A. D'Aosta di L'Aquila.


Il cyberbullismo (ossia "bullismo" online) è il termine che indica atti di bullismo e di molestia effettuati tramite mezzi elettronici come l'e-mail, la messaggistica istantanea, i blog, i telefoni cellulari, i cercapersone e/o i siti web. Il termine cyberbullying è stato coniato dall'educatore canadese Bill Belsey. I giuristi anglofoni distinguono di solito tra il cyberbullying(cyberbullismo), che avviene tra minorenni, e il cyberharassment ("cyber molestia") che avviene tra adulti o tra un adulto e un minorenne[2]. Tuttavia nell'uso corrente cyberbullying viene utilizzato indifferentemente per entrambi. Come il bullismo nella vita reale, il cyberbullismo può a volte costituire una violazione del Codice civile, del Codice penale e, per quanto riguarda l'ordinamento italiano, del Codice della Privacy (D. Lgs 196 del 2003). Oggi il 34% del bullismo è online, in chat, quest'ultimo viene definito cyberbullismo. Pur presentandosi in forma diversa, anche quello su internet è bullismo: far circolare delle foto spiacevoli o inviare mail contenenti materiale offensivo può costituire un danno psicologico. In Inghilterra, più di un ragazzo su 4, tra gli 11 e i 19 anni, è stato minacciato da un bullo via e-mail o sms. In Italia, secondo l'indagine nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza pubblicata nel 2011 (fonte : Eurispes, telefono azzurro,2011) un quinto dei ragazzi ha trovato in internet informazioni false sul proprio conto: raramente, (12,9%, qualche volta (5,6%) o spesso (1,5%). Con minore frequenza si registrano casi di messaggi foto o video dai contenuti offensivi e minacciosi, ricevuti "raramente","qualche volta"o spesso dal 4,3% del campione; analoga percentuale(4,7%) si registra anche per le situazioni di esclusione internazionale da gruppi on-line. Il sempre più crescente sviluppo delle tecniche informatiche e la mancanza di regolamentazione e di attenzione da parte dei genitori che spesso non conoscono bene quanto i figli le tecnologie da loro utilizzate pongono i ragazzi aperti a diverse avversità. La maggior parte dei ragazzi oggi manifesta forte disagio nella relazione con l'altro e diversi disagi emotivi. Questa difficoltà si sta ripercuotendo oggi in diverse situazioni sociali:

  • Difficoltà relazionali ;
  • Disturbi emotivi-affettivi (Alessitimia)
  • Suicidio;
  • Problematiche sull'autostima;
  • Antisocialità
  • Abuso di sostanze
  • anoressia

In particolar modo la compromissione delle relazioni sociali, crea gravi danni all'immagine di sè, alla sua autostima con spesso risultati fatali come il suicidio. Purtroppo le vittime di questo effetto non sono in grado di riconoscere la problematica, per questo si rende necessario promuovere una modalità di relazione tra ragazzi sana ed efficace.

Obiettivi:

  • migliorare la qualità delle relazioni sociali dei ragazzi;
  • aumentare le social skill;
  • promuovere l'alfabetizzazione emotiva
  • individuare le criticità ;
  • promuovere un progetto d'intervento;


Attività:

  • lezioni di informazione su diverse tematiche relative agli argomenti trattati ;
  • Laboratori esperienziali;
  • Dibattiti;
  • Film terapia ;

Modalità d'azione:

I fase:

  • Presentazione progetto agli insegnanti
  • Presentazione progetto genitori
  • Presentazione progetto Alunni
  • Visione film.
  • Somministrazione questionario

II fase

Incontri di gruppo - psicoeducativi di informazione e laboratori

III fase

Feedback conclusivo - chiusura lavori.